La dipendenza da videogiochi può essere considerata una malattia mentale? Ecco la decisione dell’OMS per il 2018

Dipendenza da videogiochi: dal 2018 sarà riconosciuta come malattia mentale vera e propria dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

La dipendenza da videogiochi sarà riconosciuta dai medici come disturbo mentale nel 2018 grazie all’undicesima revisione della Classificazione ICD (International Classification of Diseases) da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nella ICD-11, che contiene i codici per classificare le malattie, la dipendenza da videogiochi sarà inserita nella sezione Disturbi Mentali, sotto la voce “Disturbi causati dall’uso di sostanze o da comportamento di dipendenza“. L’unico disturbo mentale in quella categoria, oltre alla dipendenza da videogiochi, è il Gioco d’azzardo patologico.

Credit to: World Health Organization

L’OMS descrive la dipendenza da videogiochi come “uno schema persistente o ricorrente nel comportamento da gioco che si manifesta quando viene data priorità ai videogiochi fino al punto che essi abbiano la precedenza su altri interessi e attività quotidiane, e proseguimento dell’attività videoludica nonostante il verificarsi di conseguenze negative“. L’OMS riconosce anche che questo atteggiamento (sia esso continuo, episodico e/o ricorrente) legato alla dipendenza da videogiochi, può risultare in un “significativo danneggiamento personale, famigliare, sociale, educativo e/o professionale“. Questa è la prima volta in cui un disturbo legato ai videogiochi viene ufficialmente riconosciuto dalla comunità medica, dopo l’inclusione del Disturbo da gioco su internet nella quinta edizione del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”, risalente al 2013. La classificazione della Dipendenza da videogiochi come disturbo mentale da parte dell’OMS sarà ufficiale nel 2018, quando verrà rilasciata la ICD-11. Tuttavia la descrizione della dipendenza data dall’OMS non prende in considerazione gli atleti professioni, la cui attività richiede di giocare a livello competitivo per soldi e fama. Però è importante ricordare che ci sono già tantissimi medici professionisti che lavorano con le squadre, in modo da evitare danni e permettere ai giocatori di mantere una buona salute.

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