Domatore di leoni di giorno, caster esportivo di notte: Esporters intervista ITAScar!

Come conciliare il lavoro di zookeeper e la passione per i videogiochi? ITAScar lo racconta ai microfoni di Esporters

Andrea, detto “ITAScar“, è un 31enne di Milano con la passione per i videogiochi e l’esport. Dopo una serie di lavori, ha mollato tutto per diventare uno zookeeper, supportato anche dalla sua compagna di vita, Veronica. Durante il giorno si prende cura di panda minori, leoni, tigri e coccodrilli, ma la sera si trasforma in un caster esportivo per le competizioni di FIFA Pro Club.

Come è nata la tua passione per l’esport?
Più che passione per l’esport, io parlerei di passione per i videogiochi in generale. Ho quasi 32 anni ed i videogiochi mi hanno accompagnato da quando ho memoria: partendo dal commodore 64, passando per il primissimo nintendo 8-bit, amiga, arrivando ad oggi. Diciamo che faccio parte di quella generazione in cui da piccoli i nostri genitori ci dicevano di non perdere tempo coi videogiochi (e mio padre ancora oggi mi dice di non perderci tempo).

Perché hai scelto di diventare un caster e non un manager o un pro player? Non è stata una scelta studiata a tavolino. Nell’ottobre 2017 ho aperto il mio canale YouTube con l’intento di fare video sul gameplay e sfruttare le mie conoscenze lavorative (come zookeeper, ndr) per fare video di divulgazione naturalistica. Poi un giorno mio fratello minore Federico (classe 1997) mi disse che la squadra per cui giocava, il Brescia eSports, stava pensando di fare delle telecronache ed abbiamo fatto insieme una prova. Sono piaciuto ai ragazzi del Brescia e da lì ho cominciato, senza nemmeno sapere cosa fosse il mondo del Pro Club, federazioni, competizioni, ecc. Piano piano mi sono fatto notare e sono approdato nel gruppo VFL in cui il buon Ignazio mi ha praticamente preso sottobraccio e sponsorizzato in giro, supportato da tutti gli altri membri del gruppo, arrivando a diventare anche il caster ufficiale della nazionale ITFA. Non ho mai pensato di fare il manager od il pro player per la mancanza di conoscenza e di capacità.

Quali sono le differenze e le similitudini con la cronaca sportiva tradizionale?
I ritmi sono molto più serrati rispetto alla cronaca sportiva tradizionale, i cambi di possesso palla fulminei, e ci sono molti meno tempi morti. Inoltre i nickname di alcuni giocatori sono dei veri drammi per me da leggere o pronunciare. Calcola che non mi vengono fornite sempre le formazioni delle squadre per cui mi devo basare su cosa riesco a cogliere da quella minuscola scritta sopra la testa del giocatore che riceve la palla in un brevissimo margine di tempo perché ora che il mio cervello (rallentato dall’età) registra l’informazione, la palla è passata ad un altro giocatore. È una vera sfida tenere il passo. Inoltre non provengo da una famiglia di fan del calcio, tutt’altro. Per cui il mio gergo tecnico era, e ritengo tuttora sia, piuttosto limitato rispetto ad un cronista sportivo tradizionale. Inoltre parlando di telecronache di esport in generale, in alcuni giochi come Call of Duty, vi sono terminologie specifiche derivanti dall’inglese che si possono conoscere solo frequentando le community.

Quali esport commenti e perché?
Per ora mi limito solo alle partite di FIFA Pro Club. Ho provato anche a partecipare ad un concorso per fare il caster di Call of Duty ma non ho avuto fortuna. La motivazione della scelta in verità come ho detto prima non è dipesa da me perchè prima di oggi non avrei mai nemmeno sognato di diventare caster!

Come reagisce la gente quando gli dici cosa fai?
Per ora questo non è un lavoro, è più un hobby, un divertimento. Ed inoltre temo sempre di passare per svitato nel dire che quasi ogni sera della settimana mi siedo al pc per commentare le partite di FIFA. Per ora, a parte coloro che fanno parte del mondo Pro Club ovviamente, lo sanno solo la mia fidanzata, mio fratello, ed uno/due amici stretti.

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