Dalle giovanili della Roma al titolo di Campione Europeo di Fifa, IcePrinsipe si racconta: “gli inizi, le tattiche e i miei giocatori preferiti, vi dico tutto”

Daniele ‘IcePrinsipe’ Paolucci, Campione Europeo di Fifa, ha parlato a 360° del mondo degli eSports in Italia e della sua storia personale

Ice Prinsipe
Credits: Instagram @IcePrinsipe

L’Italia giocherà i Mondiali di calcio, ma solo quelli virtuali. Com’è noto ormai da tempo, la Nazionale di calcio non è riuscita a qualificarsi per Russia 2018, ma l’Italia potrà togliersi qualche soddisfazione nei Mondiali di Fifa 2018. A rappresentare il tricolore ci sarà Daniele ‘IcePrinsipe’ Paolucci, Campione Europeo di Fifa nel 2017, uno dei migliori talenti che il mondo dei videogiochi made in Italy possa offrire. Ai microfoni della ‘Rosea’, il giovane gamer dei Mkers

“in Italia non siamo messi male, abbiamo tanti player bravi. Ma non siamo ancora a livello di certi paesi: quest’anno per la prima volta ci siamo qualificati in 2 (lui e Fabio Denuzzo, ndr), potenze come Francia o Germania ne portano 10-15. Cosa ci manca ancora? Innanzitutto la connessione. Le qualifiche sono online, giochiamo con gente che ha 4-500 mega e noi sì e no arriviamo a 50. Poi il boom da noi c’è adesso: tanti iniziano a giocare ad alto livello, prima lo facevano per perdere tempo. Il fatto che oggi può diventare un lavoro lo fa prendere un po’ più seriamente”

Una passione che diventa qualcosa di serio, un lavoro, uno stipendio. E pensare che Daniele da bambino difficilmente avrebbe pensato di diventare un gamer professionista. Anche se, fin dalla tenera età, si è sempre appassionato al mondo del calcio, come dimostrano i suoi trascorsi nelle giovanili della A.S. Roma. Una carriera da calciatore però mai sbocciata, molto più fruttuosa quella con il joystick in mano, iniziata:

“con Fifa 15, circa due anni e mezzo fa. Giocavo online e incontrai un vecchio campione. Abbiamo iniziato a giocare insieme, a chiacchierare, mi diceva che avevo la stoffa. Mi spingeva ad allenarmi e a fare tanti tornei. La passione l’ho sempre avuta, ma prima era per divertimento. Da lì in poi è diventata per vincere. Io lo faccio per lavoro, ci campo. Però il passaggio da buon giocatore a giocatore di alto livello è tosto, non tutti ce la fanno. E non basta provarci in Italia, devi vincere anche all’estero. Io sono stato fortunato, ho fatto il salto al momento giusto, il trionfo all’Europeo mi ha aperto tante porte”

Ma qual è la fonte del suo successo? Quali tattiche predilige IcePrinsipe e soprattutto, nella famosissima Ultimate Team (modalità nella quale un giocatore può costruirsi la propria squadra utilizzando i migliori giocatori di tutto il mondo acquistandoli tramite un’asta online con in Fut Coins, ndr) per poi sfida altri giocatori online, qual è il suo 11 ideale?

“Strategia? Possesso palla, difesa bassa, faccio io la partita e provo a verticalizzare. Ma ogni anno il gioco cambia e devi adattarti: in Fifa 18 non è come in Fifa 17. Vado con un 4-2-3-1, in porta De Gea. A sinistra in difesa Bale, la posizione che aveva nel Tottenham: veloce e fisico. Ferdinand e Desailly in mezzo, con Ramos non mi ci trovo. A destra Vrsaljko: non lo usano in molti, ma è tecnico e si fa rispettare. In mediana Kanté e Vieira, tosti ma bravi a tenere palla. Davanti Ronaldo il Fenomeno. Poi CR7, Henry e Neymar, che quest’anno preferisco a Messi, lo vedo più rapido”

I suoi successi e la crescente popolarità che gli eSports hanno raggiunto in Italia e nel mondo, hanno fatto si che i gamer siano stati presi ‘leggermente’ più sul serio, tanto che spesso si può vedere il termine ‘videogiocatore’ affiancato a quello di ‘atleta’, non senza qualche polemica. Ma gli eSport possono essere considerati dei veri e propri sport e dunque, gli eSportivi dei veri e propri atleti?

“se gli scacchi, per esempio, sono uno sport non vedo perché non possa esserlo un videogame. Anche lì è questione di testa, poi vedi un pro di eSports che fa tanti di quei movimenti che manco te ne accorgi (oltre 400 al minuto, ndr) e capisci che delle capacità fisiche servono. Conta essere in forma, è uno sport di concentrazione e testa, avere un fisico allenato ti fa funzionare anche la mente in maniera più veloce. Io faccio palestra 3-4 volte a settimana. La mattina curo i canali social, faccio video per Youtube. Di pomeriggio palestra, la sera mi alleno con altri pro, organizziamo partite. Sotto torneo ci dò dentro di più, ma dipende dalla voglia: allenarsi senza essere concentrati è una perdita di tempo”

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